#SpecialeBuenosAires - Estadio Diego Armando Maradona - Passione Stadi
Lo stadio Diego Armando Maradona di Buenos Aires è la casa dell' Argentinos Juniors.
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#SpecialeBuenosAires – Estadio Diego Armando Maradona

Barrio: Villa Mitre

Inaugurazione: 2003 Argentinos Juniors 1985 – Argentinos Juniors 1997

Capienza: 25.000 spettatori

Ultima ristrutturazione: 2003

 

Il più grande campione di sempre è l’unico che ancora in vita a cui un club di calcio ha voluto intitolargli uno stadio di calcio. Si deve al fatto che qua El pibe de oro ha giocato nelle giovanili e che con questa maglia ha debuttato nella prima divisione argentina, il 20 ottobre 1976 e dove sarebbe rimasto per ben 5 anni.
Con la cessione al Boca Juniors, si pensava di poter rimettere in sesto lo stadio, già estremamente precario, ma la somma richiesta non venne erogata dal club azul e oro, allora si dovette aspettare la vendita al Barcellona.
Tuttavia con i proventi la società decise di investire non tanto sullo stadio se non sui giocatori per costruire una squadra altamente competitiva. Fu una scelta che dette inequivocabilmente i suoi frutti, dal momento che Argentinos Juniors ottenne 2 titoli nazionali e addirittura si laureò campione d’America con la vittoria della Copa Libertadores del 1985, andando poi a fronteggiare la Juventus nella Coppa Intercontinentale di quello stesso anno.
Per l’ammodernamento dell’impianto si rese necessario attendere fino al 1995, quando in piena crisi economica e istituzionale del club, si dette il via ai lavori. Proprio in funzione della scarsa disponibilità economica (generata soltanto dagli incassi del club), l’opera finì per tardare otto anni ma finalmente l’Argentinos Juniors tornava a giocare nella sua propria casa. L’architetto Caracciolo, peraltro socio del club, aveva fatto sostituire le vecchi assi di legno con cemento armato e voluto uno stadio che fosse al passo coi tempi, ad esempio introducendo un sistema d’irrigazione computerizzato, rendendo il campo di gioco tra i migliori di tutto il continente. Nel frattempo il club aveva conosciuto due amare retrocessioni, nel 1996 e nel 2002, e dovuto subire l’umiliazione di giocare come locale in quasi tutti gli altri stadi della città di Buenos Aires, attirandosi l’ironia delle tifoserie dove la squadra puntualmente si trovava a disputare la partita.
  
Situazione che si era già verificata dopo lo sfratto del 1937, quando giocava in un terreno che apparteneva al Ferrocarril Pacifico, che, lamentando arretrati di pagamento, costrinse il club a dover giocare su altri campi. Finì per non muoversi troppo, restando sempre all’interno del barrio di Villa Mitre, soltanto a 600 metri di distanza, ma successivamente, anche nei trionfali anni ottanta, dovette giocare come locale nello stadio Etchevarri, appartenente al Ferrocarril Oeste.
Dal momento della reinaugurazione, che mise di fronte la rappresentativa che vinse la Copa Libertadores contro quella protagonista del primo ritorno nella massima divisione, il club recuperò il proprio prestigio. Arrivò subito una seconda promozione e nel giro di pochi anni l’Argentinos Juniors riuscì ad aggiudicarsi il torneo di Clausura (2010). L’identità del club è così tanto difesa dai propri tifosi che quest’ultimi si sono fatti promotori della realizzazione del “Templo del futbol”, un museo modesto rispetto a quelli di Boca Juniors e River Plate ma orgogliosamente riempito di cimeli della squadra e di un angolo appositamente dedicato a Maradona. Inoltre, all’esterno dello stadio, risaltano i bellissimi murales dipinti da gruppi di tifosi e soci, che in maniera totalmente disinteressato si sono fatti carico di queste piccole opere d’arte che ritraggono gli idoli del passato, gli stessi tifosi, il barrio di appartenenza e, ovviamente ancora l’icona assoluta del club, Diego Armando Maradona.
 
Il futuro dello stadio: Si parla da tempo di poter costruire un’ulteriore tribuna sull’unico lato mancante, dove oggi si trova un enorme monitor che indica risultato e tempo di gioco. Le limitate risorse finanziarie del club impongono tuttavia una austerità nei prossimi anni che pregiudica la realizzazione dell’ampliamento dello stadio nel medio termine.
Tommasso Pasquinelli per Passione Stadi
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